Batterio Killer in Italia. Un morto al Sud. Le associazioni denunciano epidemia

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La morte di un anziano detenuto presso il carcere di Siano ha fatto scattare l’allarme pandemia. Michele R. era recluso in regime di alta sicurezza ma, a causa di un batterio intestinale, era stato ricoverato più volte nel corso degli ultimi giorni. Il decesso sarebbe avvenuto proprio mentre era degente presso il nosocomio cittadino, il 26 febbraio 2016. L’associazione Yairaiha onlus ha lanciato l’allarme con un appello al Presidente della Repubblica, al Ministro della Giustizia, al Ministro della Salute e al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Calabria in quanto teme il rischio contagio agli altri detenuti con ripercussioni devastanti. Ecco cosa si legge nella missiva “Dai primi accertamenti effettuati il detenuto risulta essere deceduto per clostridium difficilis, un batterio purtroppo molto pericoloso e resistente che, stando alle fonti mediche consultate, negli ultimi anni sta registrando un aumento della frequenza, oltre che della gravità, delle Infezioni da Clostridium Difficile (ICD o CDI, Clostridium Difficile Infections, o CDAD, Clostridium Difficile Associated Disease) sia in ambiente intra che extra-ospedaliero, associate ad una elevata probabilità di recidiva dopo il trattamento”. Il periodo di incubazione varia dai 7 ai 10 giorni e i sintomi sono: Dissenteria acquosa e frequente (fino a 15 scariche al giorno), mal di pancia o dolore addominale intenso, diminuzione dell’appetito, febbre lieve, fino a 38 °C nei bambini o da 37 °C a 39 °C negli adulti, sangue o pus nelle feci. Se l’infezione si aggrava ci si può disidratare oppure si può avere difficoltà a defecare. CONTINUA A LEGGERE…

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