Nato a Como il 28 luglio del 1949, sotto il segno del Leone, Marco Ferradini è un cantautore italiano conosciuto principalmente per via di una canzone dal successo esplosivo, che ancora oggi viene passata dalle radio. La canzone si chiamava Teorema ed era uno straordinario mix di musica, voce, ma soprattutto parole: una vera poesia e un testo per certi versi filosofico, che più che sognare fa riflettere profondamente. Una delle canzoni d’amore più conosciute in Italia degli ultimi 40 anni. Tutta l’opera di Ferradini è legata in qualche modo a Milano, la città in cui l’artista è cresciuto e i cui fermenti l’hanno segnato e influenzato nell’età della formazione, quando già gettava il seme dei suoi futuri successi musicali. Cresciuto a pane e chitarra, alternando con successo gli studi scolastici a quelli musicali, dopo aver militato in diverse band giovanili meneghine, Ferradini debutta ufficialmente come cantautore al Festival di Sanremo nel 1978 con il brano “Quando Teresa verrà”, cui fa seguito l’album omonimo. 

Ma è solo con il secondo lavoro che la fama del giovane si consolida e diventa davvero nazionale. Era il 1981 quando Ferradini pubblicava il singolo “Teorema”, facente parte del Q-disc “Schiavo senza catene”. L’accoglienza del pubblico e della radio è stata ottima. “Teorema” resta a lungo in testa alle classifiche di vendita e oggi che sono passati esattamente 35 anni da allora possiamo constatare che quella canzone è riuscita laddove pochi brani riescono: viene canticchiata da generazioni diverse, ma soprattutto giovani e meno giovani la prendono come emblema del rapporto amoroso, ne traggono frasi facendone spunti di riflessione, la segnalano al fidanzato/a e ne traggono forza nei momenti bui. Negli anni successivi, Ferradini ha continuano a collaborare con molti grandi cantautori italiani e lo fa ancora oggi.

I suoi ultimi due singoli risalgono al 2014, quando ha pubblicato “Due splendidi papà” (dove duettava con Gianni Bella) e “Attimi”. L’ultima intervista in ordine di tempo è stata rilasciata a Radio 27, che è tornata a interrogare Marco Ferradini su quel “Teorema” che per lui è un po’ una maledizione, visto che istintivamente viene in mente ogni volta che si parla di lui. “Prendi una donna, trattala male” – il celebre incipit del brano – è valido ancora oggi, oppure qualcosa è cambiato?, gli è stato chiesto. E allora l’autore ha ammesso quello che qualcuno aveva sospettato, pur senza averne, ovvero che il brano è autobiografico: quando è stato scritto, infatti, lui stava soffrendo per amore. Oggi Marco Ferradini continua a girare per l’Italia con la sua chitarra, parlando di quell’amore lontano e incontrando i suoi fan, ancora numerosissimi.

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