Clamorosa svolta nel caso Cucchi: “I poliziotti lo hanno prima…”

0
1375

“Nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre 2009 Stefano Cucchi fu sottoposto ad un pestaggio (violentissimo) da parte di alcuni carabinieri appartenenti al comando stazione di Roma Appia”. Questo secondo la Procura di Roma nell’ambito di una richiesta di incidente probatorio per ottenere dal gip una nuova perizia medico-legale sulle lesioni patite dal giovane. “Tutti i carabinieri che ebbero modo di vedere Stefano Cucchi nella mattinata del 16 ottobre nei locali del comando di Tor Sapienza hanno concordemente riferito che” il giovane geometra “era sofferente, aveva il viso gonfio ed evidenti difficoltà di deambulazione”.Nell’ambito dell’inchiesta relativa alla morte del giovane, avvenuta in ospedale nell’ottobre del 2009, sono indagati cinque carabinieri: tre per lesioni personali aggravate e abuso d’autorità e due per falsa testimonianza. Il pm Giovanni Musarò elenca 20 militari dell’Arma che sono stati ascoltati come testimoni e che hanno fornito elementi utili. Insieme con i consulenti della famiglia Cucchi, alcuni rappresentanti della polizia penitenziaria e dei detenuti, sono stati rocostruiti i passaggi compiuti da Cucchi dall’arresto in poi. “E’ successo un casino con un ragazzo che si chiama Cucchi, lo hanno massacrato”, le parole che uno degli indagati avrebbe pronunciato. In base al resoconto della signora un giorno il maresciallo Roberto Mandolini si presentò in borghese negli uffici della caserma di Tor Vergata e disse ad un suo collega pari grado: “E’ successa una cosa brutta, le devo parlare …”. Tra le carte ci sono le intercettazioni. La ex moglie di uno degli indagati “Non ti preoccupare… Che poco alla volta ci arriveranno perché tu come mi hai raccontato a me… Lo hai raccontato a tanta gente quello che hai fatto… Hai raccontato la perquisizione… Hai raccontato di quanto vi eravate divertiti a picchiare quel drogato di merda”. Il pm di Roma aggiunge poi che l’indagato “perdeva totalmente il controllo, urlando in modo forsennato e ripetendo la frase ‘cosa vuoi da me'”. Per quanto concerne le presunte violenze, la Procura di Roma scrive: “Il pestaggio avvenne in un arco temporale certamente successivo alla perquisizione domiciliare eseguita nell’abitazione dei genitori”. “il pestaggio fu originato da una condotta da resistenza posta in essere dall’arrestato al momento del fotosegnalamento presso i locali della compagnia carabinieri Roma Casilina, dove subito dopo la perquisizione domiciliare Cucchi era stato condotto”. “Fu scientificamente orchestrata una strategia finalizzata a ostacolare l’esatta ricostruzione dei fatti e l’identificazione dei responsabili per allontanare i sospetti dai carabinieri appartenenti al comando stazione Appia”, sostiene ancora la procura. “Non si diede atto della presenza dei carabinieri Raffaele D’Alessandro e di Alessio Di Bernardo nelle fasi dell’arresto di Stefano Cucchi”. Infatti “il nominativo dei due militari infatti non compariva nel verbale di arresto, pure essendo gli stessi pacificamente intervenuti già al momento dell’arresto di Cucchi e pur avendo partecipato a tutti gli atti successivi”. Un fatto anomalo al quale si aggiunge un’altra circostanza che sembrerebbe volta ad un tentativo di allontanare ogni sospetto dagli indagati. “Fu cancellata inoltre ogni traccia di passaggio di Cucchi dalla compagnia Casilina per gli accertamenti fotosegnaletici e dattiloscopici al punto che fu contraffatto con bianchetto il registro delle persone sottoposte a fotosegnalamento. Nel verbale di arresto non si diede atto del mancato fotosegnalamento” e che Stefano Cucchi “non non fu arrestato in flagranza per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale perpetrato presso i locali della compagnia carabinieri di Roma Casilina”. Non “fu denunciato per tale delitto, omissione che può ragionevolmente spiegarsi solo con il fine di non fornire agli inquirenti alcun elemento che potesse spostare l’attenzione investigativa sui militari del comando stazione carabinieri di Roma Appia”. Quanto accaduto nella stazione Casilina, aggiunge il pm, “fu taciuto agli altri Carabinieri che avevano partecipato all’arresto di Stefano Cucchi”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here