+++ Clamoroso al processo per la morte di Sarah Scazzi +++ Dopo anni di silenzio, finalmente ha parlato

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Sono trascorsi cinque anni dall’omicidio di Sarah Scazzi, per il quale sono state condannate all’ergastolo la cugina Sabrina Misseri e la madre di quest’ultima, Cosima Serrano. Una condanna successivamente confermata in appello anche per Michele Misseri, padre di Sabrina e marino di Cosima: otto anni per soppressione di cadavere.

“Quel maledetto 26 agosto di cinque anni fa ha cancellato la vita della povera Sarah, ma ha cambiato tutto il corso della mia vita e quella di altri”, dichiara al Corriere del Mezzogiorno Ivano Russo, che venne inizialmente coinvolto nella vicenda. “Sabrina deve liberare la sua coscienza da quel tremendo fardello e dire tutta la verità. Ho bruttissimi ricordi di quel giorno. Avevo finito di mangiare, mi ero ritirato nella mia stanza, sdraiato sul letto e mi aspettavo le solite cose. Avrei dormito, mi sarei svegliato e poi sarei uscito per rincontrare gli amici e trascorrere un’altra serata con loro. Invece le cose non andarono proprio così. Accadde che scomparve una mia carissima amica, la più piccola e la più coccolata del gruppo, una bambina a cui tutti volevamo bene. Da quel giorno la mia vita non è stata più la stessa”.
Da quel giorno sono stato il sospettato numero uno. Sono stato travolto da un terremoto che mi ha cambiato e ha cambiato la mia famiglia. Ho perso la spensieratezza dei miei anni, ho un’ex compagna che mi accusa di cose terribili. E ho un figlio di due anni e mezzo che ho avuto da lei che non mi posso godere”, ha dichiarato Russo.

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