Il messaggio alle suore: “Una monaca di clausura non può…”

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Nell’Aula Paolo IV, il Papa ha incontrato religiosi e religiose appartenenti alla diocesi di Roma.
“Agire con il sorriso sulle labbra, il cuore pieno di amore come quello di una mamma; con il giusto equilibrio tra spirito e concretezza, senza stare troppo sulle nuvole, ma con i piedi per terra, per ascoltare i rumori del mondo e i bisogni dei fratelli; ispirata alle beatitudini e tenendo sempre presente il capitolo 25 del Vangelo di Matteo, sul quale tutti saremo giudicati”, l’invito rivolto alle suore presenti in Aula.
Poi, Papa Francesco si è rivolto alle monache di clausura: “Una monaca di clausura non può essere una donna esclusa dal mondo, perché la vocazione non è un rifugio. Anzi, deve essere sempre in tensione: con le antenne alzate per captare le necessità degli altri. E’ necessario anche informarsi e mantenere il contatto diretto con la gente che bussa ai monasteri. Il servizio ai fratelli poi deve essere fatto con il sorriso sulle labbra, perché a una suora che non sa sorridere manca qualcosa”.

“Festeggiare non significa far chiasso o rumore ma, come recita il Deuteronomio, il fine è la gioia di ricordare quel che ha fatto il Signore per noi. Tanti colori, quanti sono le varie forme di vita consacrata presenti nella diocesi di Roma, ma anche danze, canti, preghiere, e testimonianze per esprimere la vitalità di una scelta che accomuna uomini e donne di ogni ceto sociale, razza e lingua”, l’invito rivolto ai religiosi.

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