La confessione shock di Mara Venier: “Ero schiava delle…”

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Una Mara Venier inedita si confessa: “Dirette, interviste in tutto il mondo, macinavo lavoro su lavoro. Passavano gli anni non mi fermavo mai e il pubblico mi osannava. Eppure qualcosa non andava. Avvertivo una solitudine, un senso di vuoto che nemmeno giornate così piene e tanta gente sempre intorno riuscivano a colmare. Mi tormentava una latente malinconia che forse mi porto appresso da quando ero bambina: anche se ero un maschiaccio e sembrava non temessi nulla celavo in fondo all’anima un malessere che ogni volta che affiorava mi faceva soffrire. Era come se fossi alla perenne ricerca di qualcosa: un uomo che mi amasse nel profondo, che volesse costruire con me una famiglia. Volevo l’amore, non un amore. E se non ero felice in quello, ero distruttiva con tutto il resto. E scalpitavo inquieta in cerca di risposte”. Così Mara Venier racconta al settimanale Gente il periodo più buio della sua vita, schiava di un tunnel fatto di maghe, cartomanti, sensitive tarocchi persino fondi di caffè. “Ne ero praticamente dipendente. Volevo sapere sempre dell’amore, dell’uomo giusto, del futuro. Oggi posso dire che alcune di loro mi riempivano la testa di cavolate ma in quei momenti di smarrimento paghi per farti alleggerire una pena che pesa sul tuo cuore. Lì per lì ti sollevi ascoltando cose che ti fanno piacere poi però ripiombi nell’inquietudine, nel dubbio, e allora cerchi risposte altrove, da qualcun altro. Ricordo quando a un certo punto andavo quasi ogni sera, dopo la mezzanotte da una signora che consultava i tarocchi. Viveva in una mansardina all’ultimo piano in Via Veneto, senza ascensore. In compenso aveva una numero infinito di gatti che io non amavo proprio, da qui è nato il soprannome gattara. E se le carte non mi davano le risposte che cercavo, allora anche i fondi di caffè letti da una signora che stazionava dal mio parrucchiere di allora potevano darmi suggestioni positive. Ci provavo in tutti i modi: mi sono avvicinata persino al Buddhismo e al Reiki per cercare di entrare in contatto con il mio mondo interiore e provare a sedare la mia ansia”. Poi la conduttrice si sofferma sul marito Nicola Carraro: “Una cartomante, l’ultima, mi disse che avrei incontrato l’uomo della vita. Ed entrò anche nel dettaglio specificando che vedeva inoltre il mare, il sole, le isole tanto da farmi convincere che il mio lui sarebbe stato un agente di viaggi. Nicola infatti l’ho conosciuto nel 2000 e sono stata conquistata dalla sua grandezza, dalla bontà, dalla calma olimpica che butta acqua ancora adesso sulle mie vampate di fuoco e fiamme. Nicola mi ha salvata salvata da quella sensazione di incompletezza che mi portava a soffrire. Ha colmato il senso di vuoto, di solitudine e mi ha restituito la voglia di credere al domani insieme. Avevamo voglia di costruire una vita comune. E lo volevamo esattamente allo stesso modo”. (Fonte: Direttanews)

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