Loris, la confessione shock di Veronica:” Ecco come è andata. Era viola in viso”

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«Era in piedi, con il busto reclinato in avanti e la mani poggiate sul petto, ho pensato che avesse difficoltà a respirare per avere ingerito qualcosa che gli era andato di traverso». Con queste parole Veronica Panarello ricostruisce ai magistrati della Procura di Ragusa la drammatica sequenza dell’incidente che (secondo la donna) avrebbe provocato la morte di Loris. Ha dichiarato di aver cercato di intervenire battendogli la schiena e anche cercando di mettergli una mano in bocca, ma questa era serrata e non riusciva ad aprirla. Quando il bambino, violaceo in viso, si accascia in posizione supina, Veronica avrebbe notato che il collo era cinto da una fascetta, le stesse che aveva ai polsi e che si era messo per giocare la sera prima. Secondo la sua versione, avrebbe tentato di togliere la fascetta senza riuscirci. Per questo l’avrebbe tagliata con la forbice arancione. «Ho poggiato la mia guancia sulla sua bocca per potere udire il suo respiro, ma non sentivo nulla. Il primo istinto è stato quello di chiamare aiuto con il cellulare, ma, mi sono bloccata e ho pensato che non avrei saputo come giustificare quanto accaduto. Mi sono diretta verso Punta Secca non sapendo ancora dove andare, combattuta tra chiedere soccorso e il dubbio su come avrei potuto giustificare l’accaduto». Poi l’arrivo a Mulino Vecchio dove lascia il cadavere del figlio per tornare a casa, recuperare indumenti e zaino del figlio, buttati via mentre va al corso di cucina, dove tutto diventa, in base alla sua deposizione, un brutto sogno fatto.

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