Luigino, il pensionato che si impicca dopo aver perso tutto: “Derubato della dignità”

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I risparmi di una vita persi in poche ore. 110mila euro, la sua liquidazione; questa la cifra che l’ex impiegato dell’Enel, Luigino D’Angelo, ha perso in borsa a causa del crack di Banca Etruria. Sarebbe stata proprio la disperazione per lo smacco subito a spingerlo al suicidio impiccandosi in casa. Nel computer dell’uomo, la polizia ha ritrovato una lettera salvata alle 16,20 del 28 novembre: venti minuti dopo la moglie Lidia, sposata 51 anni fa, ha ritrovato il corpo del marito. Nella lettera Luigino aveva scritto “non è per i soldi, ma per lo smacco subito”. La signora Lidia non può divulgare i dettagli della lettera, che non risulta firmata e corre il rischio di una controdenuncia, ma ne spiega il contenuto: “Il calvario di mio marito per filo e per segno. Un diario puntuale delle ultime settimane e giorni. Con chi ha parlato e quando. Cosa ha chiesto e le risposte ricevute. In più il nome del direttore di filiale e dell’addetto titoli. […] In banca l’avevano tranquillizzato: ‘Anche i miei genitori ad Arezzo hanno questi bond'”. Il signor D’Angelo si era rivolto ad avvocati, Guardia di Finananza e persino una tv locale, TeleCivitavecchia, per denunciare la sua situazione, fino a quando non si è sentito “derubato della dignità” e ha deciso di farla finita.

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