+++ Marco Vannini +++ La confessione del suocero: “Mentre lui si lamentava io ho preso…”

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Non si da pace la madre di Marco Vannini: “Volevano ucciderlo!”. Il giovane di Ladispoli è stato colpito da uno sparo mentre si trovava in casa della fidanzata Martina Ciontoli. Secondo il settimanale Giallo, sarebbe arrivata una svolta che inguaierebbe la famiglia di Martina. L’arma, una calibro 360, era difettosa: il colpo non poteva partire accidentalmente. Tutta la tesi di Antonio Ciontoli è sempre stata incentrata sull’incidente. Questa tesi potrebbe cadere grazie alla perizia dell’ex poliziotto Michele Giuttari, il quale afferma che per poter esplodere un colpo da un’arma difettosa come quella, occorreva azionare manualmente i comandi che la pistola non effettuava automaticamente. Un procedimento troppo accurato che sconfesserebbe il colpo partito in modo accidentale.
Ciontoli nella deposizione alle forze dell’ordine ha detto: “Mentre Marco si lamentava, cercavo di bloccare la fuoriuscita di sangue con le mani poi lo sciacquavo perché era ancora insaponato. Marco era vigile e mi chiedeva di sciacquarlo con l’acqua fredda mentre arrivava mia figlia Martina”.

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