Mario si è salvato così…le immagini lasciano senza parole!!

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Appena dieci giorni dopo la nascita del piccolo Mario, i genitori hanno subito scoperto che una parte del cervello del bimbo era stata colpita da un ictus. L’ecografia non ammetteva alcun dubbio: Mario ha avuto un ictus perinatale, cioè una riduzione dell’afflusso sanguigno al cervello.
Questo ictus ha danneggiato la parte destra del suo cervello e Mario, per questo, ha difficoltà a controllare la parte sinistra del suo corpo. “All’inizio pensavamo, senza dirlo, che sarebbe guarito . Avevamo capito che era impossibile: le cellule bruciate non rinascono, non ricrescono. La parte rovinata lo sarà per sempre. Ma non volevamo crederci. Abbiamo iniziato a studiare. Abbiamo cercato di capire e di osservare Mario maniacalmente. Ma niente, nessun segnale”, spiega la mamma, Francesca Fedeli in “Lotta e sorridi”, libro che ripercorre la vicenda famigliare. La coppia prova diverse terapie sperimentali : un neuropsichiatra di Pisa prova su di lui i neuroni ‘a specchio’: far vedere a Mario un’azione, ripetutamente, come ad esempio una mano che afferra una matita. Un gesto semplice, ma non per il piccolo. Mario potrebbe, secondo il medico, imparare il movimento visualizzandolo e ripetendolo lentamente. Ma la svolta giunge nel 2012 , durante una vacanza negli Stati Uniti: “Salendo sull’aereo per l’America ci eravamo dati la possibilità di ricominciare a sentirci persone. A un passo dal dire non ce la faccio più, avevamo ripreso a sorridere. E Mario con noi”. In questa vacanza il bimbo si aggrappa alla gamba del padre e si alza in piedi. Ora Mario cammina ed è presidente onorario dell’associazione Fight the Stroke: “Se avessimo continuato a voler aggiustare nostro figlio, forse un giorno, davanti lo specchio, avrebbe avuto la sensazione di vedersi a metà”, conclude mamma Francesca.

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