Miur, contributi scolastici fino a 300 euro per figlio

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Miur: il contributo scolastico richiesto alle famiglie. Si tratta di una richiesta assolutamente lecita nell’ambito dell’autonomia scolastica, ma nella maggior parte dei casi viene inoltrata con modalità “particolari” e non “corrette”. Ci riferiamo alle informazioni ingannevoli sull’obbligatorietà dei contributi e il diniego di iscrizione degli alunni le cui famiglie si rifiutano di pagare il contributo. A seconda della scuola, le richieste di pagamento variano dai 150 ai 300 euro. Le scuole, come detto. hanno la possibilità di richiedere alle famiglie il pagamento di un contributo per l’arricchimento dell’offerta formativa, ma si tratta di erogazioni liberali e non di contributi obbligatori. Pertanto sono illegittime le richieste di alcune scuole che subordinano l’iscrizione degli alunni al pagamento del contributo. Adiconsum ritiene che tale richiesta debba essere posta in maniera corretta: 1) Richiedere, all’atto dell’iscrizione a scuola, l’indicazione dettagliata delle spese che dovranno sostenere per la realizzazione delle attività inserite nel POF, a quale cifra ammonta il “contributo volontario” e quali spese copre; 2) In caso di versamento del contributo, apporre sulla causale del bollettino la dicitura “erogazione liberale” per innovazione tecnologica oppure ampliamento dell’offerta formativa o edilizia scolastica”, in modo da detrarre la spesa sostenuta dalla Dichiarazione dei redditi; 3) In caso di versamento del contributo integrale o parziale, pretendere di ricevere la rendicontazione di come sono stati spesi i soldi con la specifica dei costi e delle attività introdotte ex novo o implementate; 4) In caso di “minacce” o comunque di richieste aggressive che paventano il ricorso anche a società di recupero crediti, interessare le autorità giudiziarie e, nel caso in cui tali richieste avvengano in presenza di altre persone, il Garante per la privacy.

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