Mutui e prestiti, cambia tutto: arrivano i rimborsi. Ecco come richiederli

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Il chiarimento sulla clausola di salvaguardia giunge da una recente sentenza del Tribunale di Bari. Il mutuo erogato dalla banca può essere considerato usurario anche se sul contratto siglato dal cliente vi è la cosiddetta clausola di salvaguardia in favore dell’istituto di credito, clausola con cui si stabilisce che la misura degli interessi di mora non può mai superare il tasso soglia dell’usura. Infatti, ciò che rileva è l’effettivo sconfinamento di tale limite, al di là di quanto invece riportato sulle carte.  Il giudice ricorda che, per verificare se il mutuo è usurario o meno è necessario sommare agli interessi moratori tutte le commissioni e le spese sostenute dal cliente per l’accensione o il recesso dal finanziamento. Tutte queste voci, infatti, incidono sul costo sopportato dal cittadino e, quindi, possono rilevare per stabilire se il conto finale sfori o meno il tetto dell’usura. La presenza della clausola di salvaguardia non esclude che l’usurarietà del mutuo possa scattare proprio a causa di altre voci di spesa collaterali, ma comunque conseguenti al prestito, gravanti comunque sul cliente. “La misura di tali interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di questo limite, che la misura sia pari al limite medesimo”.

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