Olio spacciato per italiano e extravergine: Nel mirino famosissimi marchi. Ecco quali…

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Una vasta operazione è stata condotta dall’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, in collaborazione con la Guardia di finanza. L’azione ha portato al blocco di un sistema di frode in Puglia e Calabria relativo al settore oleario. Sequestri nelle aree indicate ed anche in Umbria, coni proprietari delle aziende ignari acquirenti dei prodotti incriminati. L’operazione “Mamma mia” ha permesso di bloccare 2000 tonnennalte di olio extravergine falsamente italiano per un valore di mercato di oltre 13 milioni di euro. Sono otto gli indagati, accusati di frode agroalimentare e di reati fiscali, connessi a un giro di fatture false per oltre 13 milioni di euro. In sostanza, oltre 2000 tonnellate di olio extravergine di oliva proveniente da Spagna e Grecia sono state commercializzate come olio 100% Italiano.Un’altra operazione nel settore oleario è stata annunciata dalla Forestale. Oltre 10.000 kg di olive da tavola colorate e pericolose per la salute sono state sequestrate in Puglia dagli agenti della Forestale, diretti dal gen.Giuseppe Silletti, del Comando Regionale per la Puglia e del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Altamura – Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Diciotto imprenditori sono stati denunciati. Nel 2015 si scoprì che l’olio d’oliva di 7 grandi marchi veniva spacciato per extravergine. L’operazione fu condotta dai carabinieri del Nas di Torino dopo le verifiche partite a seguito di una segnalazione di una rivista di consumatori alla procura torinese. Nel mirino sono finite Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina,Prima Donna e Antica Badia. CONTINUA A LEGGERE

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