Pozzuoli. Dà fuoco alla compagna: “Ecco perché ho bruciato Carla”

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Paolo Pietropaolo aveva ingerito varie pillole prima di mettersi alla guida e schiantarsi contro un guard rail dopo una folle corsa. «Ho tentato di uccidermi in quel modo, ho capito subito di aver fatto una cazzata», ha dichiarato ai carabinieri di Formia. Proprio nella caserma dei carabinieri è avvenuta la confessione shock: ha ammesso di aver svuotato una bottiglia di alcol sul corpo della sua compagna per poi darle fuoco. «Stavo andando in piscina, quando ho visto lui che prendeva a pugni lei. Ho cercato di liberarla, ma non ci riuscivo. Poi, l’ho scaraventato lontano. Tutto è successo in pochi attimi. Ho visto che ha preso una bottiglietta di alcol dalla macchina e l’ha svuotata addosso a lei, poi ha fatto fuoco con un accendino. Non so come non sono stato anche io investito dalla fiammata», ha raccontato l’unico testimone, il vigilante Gennaro Tassieri. Carla Caiazzo, la vittima del tentato omicidio, portava in grembo la figlia e ha raccontato di come il vigilante l’abbia aiutata a spegnere le fiamme che avvolgevano il suo corpo. “È stato un gesto d’impulso, la bottiglietta era nel garage tra gli attrezzi. Non sono mai stato violento con lei prima. In macchina, mi sono subito reso conto di quello che ho fatto. Spero che si salvi”, ripete l’aggressore ai carabinieri.
«Ho tentato di suicidarmi quattro mesi fa, in una pineta a Castelvolturno. Mi hanno salvato dei ragazzi. Prendo anti-depressivi per dormire. Non sto bene e sapere che, nonostante attendessimo una figlia, lei continuava a vedere un altro mi faceva stare ancora più male», ha dichiarato l’uomo. «In otto mesi, con Carla ci siamo visti quattro volte, ma ci siamo sempre sentiti. Aveva voluto un figlio con me, ma non lasciava perdere quell’altro. La nostra discussione è nata proprio su questo. Ho perso la testa, mi è scattato all’improvviso qualcosa»

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