Professore (padre di tre figli) licenziato dal Ministero: il motivo è assurdo

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Perdere la cattedra per una multa? Il Corriere della Sera ha raccontato l’incredibile storia di Stefano Rho, insegnante di filosofia, che 11 anni fece pipì dietro un cespuglio. L’uomo, con tre figli, ha perso il lavoro che amava per colpa di una multa. Stefano Rho, nato in Uganda, la sera del 15 agosto 2005 aveva fatto un piccolo bisogno in un cespuglio. Il fatto è avvenuto ad Aveara, un paese di appena 182 anime in Val Brembana. Stefano è stato licenziato dal ministero dell’istruzione. Stefano quella sera, dopo una festa, aveva cercato un bar per poter andare in bagno, ma erano tutti chiusi e così ha pensato di “liberarsi” all’aperto. Proprio in quell’istante stava passando una pattuglia dei carabinieri. I militari hanno chiesto i documenti a Stefano e ad un suo amico. Il tutto sembrava concluso con un rimprovero di poco conto. 12 mesi dopo i due devono comparire davanti al giudice di pace di Zogno perchè “in un piazzale illuminato adiacente alla pubblica via compivano atti contrari alla pubblica decenza orinando nei pressi di un cespuglio”. “Non abbiamo neanche fatto ricorso e neppure preso un avvocato di fiducia. Ci sembrava una cosa morta lì”, il commento del protagonista, che ha dovuto pagare una multa di 200 euro. A settembre del 2013 firma per il Ministero un’autodichiarazione dove afferma, in un’apposita voce, di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi scritti del Casellario giudiziario ai sensi della vigente normativa. Da un controllo , invece, l’insegnante risulta destinatario di un decreto penale passato in giudicato. Il professore chiarisce al preside la situazione che ritiene del tutto plausibile ed accettabile quella spiegazione. E’ scontato che se l’insegnante avesse correttamente dichiarato le condanne avute, le stesse non avrebbero inciso sui requisiti di accesso al pubblico impiego. Il problema è che il professore si è dovuto scontrare con la Corte dei conti, che ricorda alle autorità scolastiche che il professore va licenziato. Patrizia Graziani, dirigente scolastico di Bergamo, prende atto dell’indicazione dei giudici contabili e non può far altro che dichiarare la decadenza senza preavviso dell’insegnante con la perdita delle anzianità accumulate negli ultimi anni e la cancellazione da tutte le graduatorie provinciali.

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