Sollecito shock: “In carcere gli altri detenuti mi hanno…”

0
3587

In una lunga intervista a Nadia Toffa di Italia Uno, Raffaele Sollecito, il ragazzo accusato di aver ucciso insieme ad Amanda Knox la giovane Meredith Kercher all’interno della sua abitazione a Perugia, ha raccontato del difficile periodo in cui è stato in carcere. Ecco le sue parole “Avances in carcere? Sì, ci sono state. Ci sono ad esempio alcuni angoli molto particolari del carcere, tipo le docce o la tromba delle scale, dove le guardie non ti seguono e le telecamere non ci sono. Quindì è lì che i detenuti che vogliono rivalersi di qualcosa e hanno interessi particolari per qualcuno, mettono in atto le violenze. […] Parlavo di avances, attenzioni particolari, ossia quando c’era qualche detenuto che aveva mancanze ‘affettive’ abbastanza forti, indipendentemente dalla sua sessualità, tentava approcci. Ci hanno provato? Sì, anche quando non me lo aspettavo, qualche volta è successo. Questa cosa non mi ha fatto per niente piacere, ma ho dovuto realizzare anche questo in carcere”. In merito al possibile risarcimento (Raffaele è risultato innocente) ha detto “Questa cosa è una cosa di cui si occupano i miei avvocati, quello che mi preme di più, in realtà, è portare all’attenzione di tutti quali sono gli errori e le responsabilità singole. Sarebbe giusto che le persone che hanno sbagliato si assumessero le loro responsabilità… Io non cerco vendetta, non voglio che queste persone vengano punite. […] Nel mio caso hanno puntato moltissimo a descrivere l’immagine, cioè io come ragazzo di buona famiglia, secondo l’ipotesi della Procura, mi ero annoiato un po’ della mia vita e ho deciso di fare una cosa orribile a una ragazza che conoscevo appena”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here