“Spargere virus per poi vendere vaccini”: L’inchiesta dei Nas e della procura di Roma

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Ceppi di aviaria spediti in Italia per posta. Accordi tra scienziati e aziende. L’inchiesta segreta dei Nas e della procura di Roma ipotizza un vero e proprio traffico illegale. E nel registro degli indagati spunta un nome eccellente: quello di Ilaria Capua, virologa di fama e deputato. Ilaria Capua ha respinto ogni accusa. Creano le epidemie, fomentano la paura e poi ti vendono la presunta cura, che magari non funziona nemmeno. Dentro, in una confezione termica, alcuni cubetti di ghiaccio molto speciali: contengono uno dei virus dell’aviaria, l’epidemia che dieci anni fa ha scatenato il panico in tutto il pianeta. Quando il postino lo consegna, il destinatario è assente: è il manager italiano di una grande azienda veterinaria. La moglie lo chiama al telefono: «Cosa devo farci?». «Mettilo subito nel congelatore». Non è la sceneggiatura di un film alla “Contagion”, ma è un episodio perfettamente descritto a margine di un’inchiesta della procura di Roma sul traffico internazionale di virus, scambiati (come figurine) da ricercatori e dirigenti di industrie farmaceutiche. I pm romani, guidati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo,hanno diviso il procedimento in due filoni. Ilprimo riguarda i provvedimenti per combattere l’aviaria, l’epidemia dei polli che in alcuni casi può contagiare l’uomo. Il secondo è relativo alla lingua blu, malattia che colpisce principalmente gli ovini. CONTINUA A LEGGERE

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