+++ Svolta nel caso di Sarah Scazzi +++ Ivano Russo nei guai

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La procura di Taranto ha chiesto il rinvio di Ivano Russo. Dopo la chiusura delle indagini, il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero hanno chiesto il processo nei confronti del 32enne accusato di false informazioni al pubblico ministero e falsa testimonianza. Ivano, infatti, ha sempre sostenuto di aver trascorso in casa la giornata del 26 agosto, sino al tardo pomeriggio quando, poi, è andato a lavorare sulla litoranea ma (come annunciato dalla Gazzetta) agli atti dell’indagine esiste il verbale di un testimone che ritiene che Ivano fosse fuori casa proprio attorno all’ora di pranzo, quando Sarah sarebbe stata uccisa. Sono complessivamente 12 le richieste di rinvio a giudizio presentate dai pm Argentino e Buccoliero nei confronti di quanti sarebbero stati a conoscenza di fatti riguardanti l’omicidio di Sarah e avrebbero taciuto, o peggio dichiarato il falso. Tra gli imputati figurano Maurizio Misseri, figlio di Carmine Misseri (falsa testimonianza per una telefonata fatta allo zio Michele dal padre invece che da lui); Anna Lucia Pichierri, moglie di Carmine Misseri (falsa testimonianza relativamente alle circostanze della visita ricevuta da Valentina Misseri il 16 ottobre del 2010, il giorno dopo l’arresto di Sabrina); l’imprenditore Giuseppe Olivieri (falsa testimonianza e calunnia nei confronti dei carabinieri per l’orario di impiego di due donne delle pulizie il giorno del delitto); Alessio Pisello, amico di Ivano e Sabrina (falsa testimonianza riguardo le circostanze dell’incontro che si svolse in una villetta di San Pietro in Bevagna tra il primo avvocati di Sabrina Misseri Vito Russo e Ivano Russo); Anna Scredo, cognata del fioraio Giovanni Buccolieri (falsa testimonianza sulla storia del sogno riguardo il sequestro di Sarah compiuto da Sabrina e Cosima); Dora Serrano, sorella di Concetta e Cosima (false informazioni al pubblico ministero, falsa testimonianza dinanzi alla corte d’assise e calunnia contro i carabinieri, per essersi inventata le molestie subite da Michele Misseri quando era minorenne) e Giuseppe Serrano, fratello di Concetta e Cosima (calunnia contro i carabinieri e falsa testimonianza per quanto detto riguardo il giorno del delitto). Infine, Michele Misseri accusato di autocalunnia essendosi accusato per salvare Cosima e Sabrina.

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