Svolta Yara, il super carabiniere confessa: “E’ tutto falso”

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Secondo l’accusa, la maggior parte dell’impianto accusatorio si basa su quei fotogrammi in cui, dalle telecamere, si vede il furgone di Massimo Bossetti nei pressi della palestra di Yara Gambirasio, la giovane di Brembate uccisa. L’accusa era arrivata a dire “È il predatore che si mette in caccia della sua preda”. Dopo che le venne fatto vedere il video, Marita, la moglie di Massimo andò in carcere e disse al marito “Tu quella sera erì li! Ti ho visto con il furgone! Che cosa facevi?”. Ma ieri, durante il processo, dalla bocca del supercarabiniere più importante d’ Italia sono emerse due cose stupefacenti. La prima: che quel documento è stato confenzionato dai Ris e diffuso ai media, ma che incredibilmente non compare nel fascicolo processuale. E subito dopo un secondo elemento clamoroso: questo filmato, immaginifico e decisivo, è un falso. Un filmino tarocco. E a rivelarlo sono i dialoghi, come sottolinea Telese, tra l’avvocato e il carabiniere dei Ris. “Colonnello Lago, abbiamo visto questo video proiettato migliaia di volte. Perché se adesso lei ci dice che solo uno di questi furgoni è stato effettivamente identificato come quello di Bossetti?”. “Perché dice questo, avvocato?”. “Perché, colonnello, sommare un fotogramma con il furgone di Bossetti con un altro fotogramma di un altro furgone è come sommare pere e banane!”. Qui il carabiniere si tradisce: “Questo video è stato concordato con la procura a fronte di pressanti e numerose richieste di chiarimenti della circostanza che era emersa”. L’avvocato lo incalza: “Cosa vuol dire colonnello?”. “È stato fatto per esigenze di comunicazione. È stato dato alla stampa”. Dunque riemergono i dubbi: quello che appare nelle videocamere è davvero il furgone di Bossetti. E soprattutto perché il video non è stato acquisito agli atti del processo?

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