Tonno in scatola: Ecco cosa ci mettono dentro. Fate attenzione a quello che comprate!

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Arrivano le pagelle: promosso Asdomar, rimandato Rio Mare e bocciato Mareblu. Greenpeace ha pubblicato la quarta edizione della classifica ‘Rompiscatole’ che lo scopo di valutare la sostenibilità del tonno in scatola venduto in Italia. In fascia verde, come detto, AsdoMar. Seguono Esselunga e Conad, mentre Rio Mare rimane in quarta posizione perché, secondo Greenpeace, «dimostra di voler mantenere gli impegni ma non ha fatto ancora abbastanza». I criteri di valutazione riguardano le politiche di acquisto, trasparenza e adozione di precisi criteri di sostenibilità ambientale e sociale. “Solo cinque anni fa, quando abbiamo iniziato questa campagna, quasi nessuna azienda aveva adottato criteri di sostenibilità nella scelta del tonno da mettere nelle scatolette e la maggior parte si trovava in fascia rossa. Oggi invece quasi tutti i marchi che abbiamo analizzato hanno politiche di acquisto scritte nero su bianco. Non solo: il settore ha fatto passi avanti in tema di trasparenza in etichetta e sostenibilità. Questo dimostra che le scelte dei consumatori possono davvero influenzare le decisioni delle aziende e garantire un futuro al mare”, ha dichiarato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. Rio Mare, secondo Greenpeace, dimostra di lavorare per aumentare la produzione da pesca sostenibile, ma nella maggior parte delle sue scatolette finisce ancora tonno pescato con metodi distruttivi. Secondo l’organizzazione chi non sembra compiere passi significativi è Mareblu, declassato in fascia rossa: allo stato attuale solo lo 0,2% dei prodotti di Mareblu è pescato in modo sostenibile. «Molte aziende hanno ormai capito che sempre più consumatori privilegiano prodotti che non danneggiano l’ambiente. Mareblu continua invece a comportarsi in modo irresponsabile, tradendo la nostra fiducia: deve rispettare subito gli impegni presi, eliminando metodi di pesca distruttivi e garantire una pesca equa nel completo rispetto dei diritti umani», conclude Monti.

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