Tragedia in ospedale: I medici sbagliano due volte e la uccidono

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Ha lasciato la sua famiglia a soli 34 anni Valeria Lembo ma mentre tutti pensavano che a portarla via fosse stata la malattia che la affliggeva ormai da tempo, sta sempre di più facendosi largo l’ipotesi che ci sia stato un doppio errore medico. In soli 15 giorni i medici avrebbero commesso due errori gravissimi: il 7 dicembre, al posto di 9 milligrammi di vinblastina, gliene sarebbero stati somministrati 90. Ma già il 23 novembre la cartella clinica presentava lo stesso errore, anche se la dose somministrata effettivamente fu quella giusta. “Quando mi hanno chiamato dalla farmacia dell’ospedale per dirmi che avevano solo 70 mg del farmaco sono andata a controllare la cartella clinica, facendo attenzione, come da prassi, sia alla prescrizione del 7 dicembre che a quella precedente: erano uguali, sempre 90 mg. Così dissi che era tutto giusto, non mi vennero dubbi”. Queste le parole di Laura Di Noto, medico in servizio al reparto di Oncologia medica del Policlinico, imputata di omicidio colposo assieme a Sergio Palmeri, allora primario del reparto, allo specializzando Alberto Bongiovanni, lo studente universitario Gioacchino Mancuso, l’infermiera professionale Clotilde Guarnaccia e l’infermiera Elena D’Emma. “Palmeri mi disse di non dire nulla ai parenti. Non si doveva parlare del sovradosaggio né con i parenti della signora Lembo, né con altri medici. Dovevamo dire che era una gastroenterite. Lo stesso Palmeri mi disse di chiamare la signora per sapere come stava e consigliarle, eventualmente, di andare in ospedale. […] Mi ricordo che il primario disse a Bongiovanni: ‘Da te non me lo aspettavo’. Ma lui negò ogni responsabilità”.

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