+Ultim’ora+ Rivelazione shock sul caso di Yara

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Secondo gli inquirenti, “Bossetti si creò un salvacondotto per tornare sul posto e controllare il cadavere di Yara”. Quindi, Bossetti, con premeditazione, si costruì un alibi per spiegare i suoi movimenti nei pressi del luogo incriminato, in special modo per quanto concerne la palestra di Brembate Sopra e il campo di Chignolo d’isola. Il muratore risulta a Brembate nel giorno in cui si è consumato l’omicidio, e a Chignolo quindici giorni dopo. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il 9 dicembre 2010 Bossetti acquistò un metro cubo di sabbia alla Edil Bonacina di Chignolo d’Isola. Ai magistrati dichiarerà che tale acquisto gli era stato commissionato dal cognato Mazzoleni, per un lavoro a Bonate Sopra, al confine con Chignolo. Ma il cognato lo ha continuamente smentito. Era cliente della Edil Bonacina solo dal settembre del 2013. Gli investigatori I hanno verificato i lavori di Bonate Sopra di cui parlava Bossetti dal giugno 2014 per il caso Gambirasio. La proprietaria ha sostenuto che erano iniziati nel 2008 e un anno dopo sono stati interrotti per motivi economici, per poi ricominciare nel 2011. Secondo gli investigatori “L’unica spiegazione plausibile rimane la volontà di precostituirsi una sorta di salvacondotto per potersi aggirare nella zona del campo, forse spintovi dalla volontà di verificare le condizioni in cui era rimasto il cadavere”. Repubblica ha pubblicato le intercettazioni dei coniugi Bossetti nel corso dei colloqui in carcere.

Bossetti: “Sul giornale c’è su l’articolo… che tu hai detto che non sapevi dove mi trovavo quel giorno lì a lavorare… “.
Comi: “Allora, io non ho fatto nessuna dichiarazione sui giornali, assolutamente (…) Ascolta io gli ho detto… perché mi hanno chiesto, a che ora sei arrivato… Gli ho detto “non mi ricordo” Massi”.
B: “Il marito non trova un alibi con la moglie… “.
C: “Ecco ma dopo, dopo ci ricamano sopra Massi. È per quello che non devi ascoltare, non devi leggere i giornali. Non è vero, gli ho detto solo che non mi ricordo a che ora sei arrivato. Quattro anni fa non mi ricordo a che ora sei arrivato! Gli ho detto che comunque di sicuro prima delle 19.30, perché comunque cenavamo sempre insieme, e poi, siamo sempre insieme anche la sera “.
B: “Usciamo sempre a fare la spesa insieme, ho detto io!”
C: “La spesa? Ma comunque siamo sempre a casa alla sera. Guarda che loro mi hanno chiesto un’ora, l’ora non mi ricordo Massi, non posso dirgli un’ora che non mi ricordo, capisci? È per quello che non mi sento di dire bugie, Massi, devo dire solo la verità… basta! La dico io e la devi dire anche tu, hai capito? Basta… “.

“Fai sparire quei coltelli”

In un altro incontro tra marito e moglie avvenuto il 3 luglio 2014, gli investigatori registrano un passaggio che definiscono “interessante”. La moglie gli parla del sequestro in casa di un coltello e di alcuni taglierini.

Comi: “Hanno tirato fuori tutto Massi!… “.
Bossetti : “Han trovato quel coltello là? Ti ricordi?”
C: “Sì”.
B: “Quello lo tenevo se entrava qualcuno a casa”.
C: “Non l’hai mai usato? Sei sicuro? “.
B: “Mai, mai”.
C: “Non troveranno niente Massi?”
B: “Non troveranno niente perché non ho fatto niente”.
È evidente, annotano gli investigatori, che “entrambi i coniugi, sospettando che i loro dialoghi possano essere registrati, non proseguono nel discorso”. Ma di coltelli tornano a parlare nel colloquio del 29 luglio.
Comi: “Ascolta, alt un attimo… i due coltellini”.
Bossetti : “Tre”.
C: “Mi avevano detto che erano due… tre, a parte quello grosso, i piccoli, erano in una scatola rossa (…) Li ho trovati io ieri sera… ce li ho lì nella borsa”.
B: (sottovoce) “Tirali via”. (…)
C: “Quanti ce ne hanno allora, quanti ce ne avevi?”
B: “Quei due piccolini (…) Uno nel cassetto, nel comodino quello tipo Rambo”.
C: “Allora quanti ne avevi, quattro?”
B: “Ma quei due lì non sapevo di averli… giuro… l’ho letto… “.
C: “Scusa eh”.
B: “Buttali, buttali… capito? Buttali via”.

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