++Ultim’ora++ “Yara poteva essere salvata”: Ecco il clamoroso retroscena

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Il settimanale Oggi ha dedicato un lungo pezzo al caso della morte della giovane Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate uccisa senza un apparente movente. Nell’articolo una minuziosa ricostruzione degli ultimi minuti di vita della giovane. Nara è stata vista per l’ultima volta alle 18.42 da Fabrizio Francese, padre di un’amichetta fuori dalla palestra. Alle 18:44 Yara risponde all’sms dell’amica Martina Dolci. Il telefono di Yara aggancia la cella di via Adamello a Ponte San Pietro che copre anche l’area del centro sportivo. Alle 18:49 il cellulare aggancia la cella di via Natta a Mapello, cella che copre sia la zona della palestra sia l’abitazione di Massimo Bossetti. Alle 18:55 il cellulare si spegne agganciando la cella di via Ruggeri, zona nord di Brembate. La mamma di Yara prova a chiamare sua figlia: “dopo tre squilli il cellulare si spegne. La chiamata è rimasta sul tabulato, quindi i tre squilli ci sono stati, mentre Vodafone assicura che il telefono era già spento alle 18:55 ma non sa dire quale cella abbia agganciato alle 19:11”. Dopo circa un’ora, il padre Fulvio Gambirasio si reca dai carabinieri: “Mia figlia non è tornata a casa. Ho paura che sia successo qualcosa di brutto”. Il brigadiere in servizio, avrebbe tentato di rassicurare il padre dicendo “Non si preoccupi, capita che i ragazzi a questa età si allontanino. Ma poi tornano. Ripassi domattina che facciamo la denuncia”. Davanti alla Corte d’Assise, però, il racconto del sottufficiale è diverso: “Con il numero di Yara interpellai il Nucleo investigativo che disponeva del sistema di geolocalizzazione ‘Carro’ in grado di rilevare in tempo reale se il telefonino è acceso e in quale macroarea geografica si trova. Mi risposero che era acceso e si trovava fra Monza e Novara. Il sistema ‘Carro’, oggi in disuso, non era molto affidabile. Si trattava di un’informazione poco precisa. Per questo, su mandato del magistrato, ci rivolgemmo alla Vodafone con la procedura del ‘soccorso pubblico’. La risposta arrivò a mezzanotte e dieci: il cellulare di Yara si era spento alle 18:55 e aveva agganciato la cella di via Ruggeri, a Brembate”. L’ex ufficiale Giuseppe Dezzani è sicuro: “Nessuno ha cercato Yara. Questo è emerso dal processo. Eppure, secondo i medici legali, almeno fino a mezzanotte la ragazza era ancora viva”.

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