Vaccini in Italia: Ora è allarme!

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I bambini vaccinati sono sempre di meno. questo affermano i dati del ministero della Salute. Per la prima volta la percentuale dei bimbi vaccinati in Italia è scesa sotto la soglia del 95 per cento, il valore minimo indicato nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) a 24 mesi d’età. una tendenza che preoccupa l’Istituto Superiore di Sanità. “Se oggi è possibile avanzare dubbi sull’opportunità di una campagna vaccinale è perché probabilmente si è persa la memoria storica delle epidemie e della mortalità infantile che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falcidiavano letteralmente intere generazioni. Spetta agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale per primi ristabilire questa memoria e difenderla dalle campagne denigratorie che mettono a rischio la salute di tutti e perciò il valore più alto del loro lavoro quotidiano”, ha affermato Walter Ricciardi, neopresidente dell’Istituto.
“C’è purtroppo poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione . Ricordiamo che i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l’anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale”, ha affermato il presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli.

“Il calo delle vaccinazioni in Italia è il risultato di una maggiore consapevolezza da parte degli utenti, che si informano di più rispetto al passato e scelgono autonomamente se sottoporsi o meno ad un vaccino”, ha dichiarato Rienzi, presidente Codacons.”Il vero dramma non è il calo delle vaccinazioni, ma la vaccinazione di massa. Ogni anno, in occasione dell’arrivo dell’influenza, torna all’attenzione la questione dei vaccini e parte la solita campagna a favore di una vaccinazione a tappeto di tutti gli italiani. Ci si dimentica però che la vaccinazione è consigliabile solo per le categorie a rischio, quelle cioè per le quali il vaccino è disponibile gratuitamente. Vale la pena ricordare che talvolta il vaccino antinfluenzale si rivela inefficace, come avvenne nel 2004, quando fu sbagliato il ceppo e si fecero sprecare milioni di euro a moltissimi cittadini che finirono comunque per ammalarsi”, ha spiegato il presidente del Codacons

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